Arezzo, città di pionieri

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Who are Giorgio Vasari, Francesco Petrarca, Guido Monaco and Piero della Francesca? the simple answer is that they are all born near Arezzo. You can book a Hotel in Arezzo and come to know them, to visit their homes and places where they created works famous in time.

guido_monaco
Guido of Arezzo or Guido Aretinus or Guido da Arezzo or Guido Monaco or Guido d'Arezzo (991/992 – after 1033) was a music theorist of the Medieval era. He is regarded as the inventor of modern musical notation (staff notation). While at Arezzo, he developed new technologies for teaching, such as staff notation and the use of the "ut-re-mi" (do-re-mi) mnemonic. The do-re-mi syllables are taken from the initial syllables of each of the first six half-lines of the first stanza of the hymn Ut queant laxis, but the musical line shares a common ancestor with the arrangement of Horace's Ode to Phyllis recorded in the Montpellier manuscript H425. Guido is also credited with the invention of the Guidonian hand] a widely used mnemonic system where note names are mapped to parts of the human hand.

 

francesco_petrarcaThe great Italian poet and classical scholar Francesco Petrarca was born in Arezzo, a central Italian city south of Florence, in 1304. "I was born to this world in the Via dell' Orto of the city of Arezzo, just at dawn on Monday, July 20. In 1327, in the church of Santa Clara in Avignon Petrarch saw and fell in love with Laura. This encounter inspired him to write a series of small poems to her and about her and about love. These poems became part of Petrarch's most influential work, that which came to be called Il Canzoniere, the collection of hundreds of sonnets about love.

 

piero_della_francesca

 

 

 

Giorgio_Vasari
Giorgio Vasari (Arezzo, 1511 - Firenze, 1574) non è stato da meno, anche se in un modo diverso. Lo si conosce come pittore e architetto (ha cominciato lui i lavori per quella che adesso è la Galleria degli Uffizi.

La sua opera più famosa però è un trattato: si tratta delle "Vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori italiani, da Cimabue insino a' tempi nostri". In un vero e proprio censimento storiografico - ma che non tralascia di raccontare aneddoti anche divertendi, facendo anche arrabbiare gli artisti citati - Vasari traccia una mappa che collega ben 160 artisti.

In un periodo in cui i documenti ufficiali erano spesso vittima di incendi, battaglie e altre devastazioni la sua opera è stata ed è fondamentale (uno dei primi libri che ho dovuto leggere all'università, ricordo, e a un corso di letteratura!). Uno degli esempi è la data di nascita di Piero della Francesca: tuttora sconosciuta, è stata ricostruita più precisamente proprio grazie alla documentazione presente nelle "vite".

Ma l'opera del Vasari ha segnato un altro grande esordio, quello proprio dei metodi della storiografia dell'arte, e ha dato inizio quindi a uno studio più consapevole, più strutturato dell'arte.

Il filo rosso che accomuna questi 4 maestri è quindi che tutti, nel loro campo, sono stati dei pionieri. Non si sono dedicati solo all'arte, ma hanno speso energie anche perché l'arte superasse se stessa, imboccasse strade più proficue, fosse a disposizione di tutti, conosciuta e riconosciuta.

E riconoscere l'arte, si sa, è riconoscere un po' sé stessi.