Arezzo, città di pionieri

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Che cosa accomuna Giorgio Vasari, Francesco Petrarca, Guido Monaco e Piero della Francesca? la risposta più semplice è che sono nati tutti nei dintorni di Arezzo. Potete accontentarvi di questo, trovare un Hotel a Arezzo (possibilmente uno dei nostri), e venire a conoscerli, a visitare le loro case e i luoghi dove hanno creato opere che resistono al tempo.

Ma c'è dell'altro.

Nonostante la distanza temporale che li separa, questi 4 grandissimi artisti cui Arezzo ha dato i natali sono legati da un'altro filo conduttore affascinante: sono stati (e sono) dei teorici, che hanno avuto il duplice merito di aprire la strada alle generazioni a venire, creando nuovi percorsi di lettura e di creazione artistica, ma soprattutto di spiegare ai posteri il percorso più breve per raggiungerla, quella strada.

guido_monaco
Guido Monaco (Arezzo, 992 circa - 1050) è l'esempio più limpido. Non è stato un artista nel senso proprio del termine, non c'è nessuna opera musicale ascritta al suo nome, eppure ha dedicato tutta la sua vita al pensiero della musica. Un pensiero non certo sterile, visto che la moderna notazione musicale, da lui concepita, ha cambiato tutto, per i musicisti, aprendo sia nuove possibilità di lettura e trasmissione (quindi conservazione), sia un nuovo mondo di opportunità di composizione, che la vecchia notazione non permetteva. Suoneremmo così, nel mondo? ascolteremmo la musica come la ascoltiamo oggi, se non ci fosse stato Guido Monaco? Non credo, o perlomeno saremmo molto meno avanti di come siamo.

 

 

 

francesco_petrarca
Anche dopo il passaggio di Francesco Petrarca (Arezzo, 1304 - Arquà, 1374) è cambiato tutto nel suo campo di azione artistico. Non è un caso se uno dei modi di indicarlo è "Il poeta della modernità". Non solo ha dato respiro alla poesia come genere indipendente; non solo è stato il ponte che ha permesso i primi passi della transizione, in Italia, dalla scrittura in latino a quella in volgare; ma soprattutto, anche se la cosa è comprensibilmente meno nota, ha dato un contributo enorme alle regole metriche in poesia, e ha codificato quelle regole di accentazione degli endecasillabi che hanno cambiato la poesia per sempre, e che vengono utilizzate ancora oggi. Curioso, vero? Due artisti aretini che ognuno nel suo campo hanno letteralmente cambiato il senso del ritmo nel mondo. No, non è curioso: è affascinante, e poetico.

 

piero_della_francesca

 

Poi c'è Piero della Francesca (Borgo San Sepolcro - AR, 1412 cca - 1492). La cosa che incuriosisce, anche facendo una ricerca solo superficiale su wikipedia, è come Piero fosse sì un pittore, ma anche un matematico. Cosa c'entra la matematica con la pittura? Basta ampliare di poco la ricerca per scoprire che le sue conoscenze matematiche (ma soprattutto quelle di geometria euclidea), gli hanno permesso di lavorare sulla prospettiva pittorica come mai nessuno prima. Ha perfezionato (e anche lui, guarda caso, codificato) gli studi prospettici che i più grandi stavano affrontando in quel meraviglioso periodo artistico (uno tra tanti, Brunelleschi).

Anche qui si può parlare di ritmo. Perché la luce, la prospettiva, la geometria delle forme, con il rinascimento hanno permesso agli artisti di creare per l'occhio umano precisi percorsi di fruizione delle opere. Dopo il rinascimento, e grazie al grande lavoro di Piero, la pittura ha potuto esprimere in modo più netto il messaggio che voleva trasmettere, e l'amatore ha potuto percorrere le opere con una consapevolezza diversa.

Si può dire che Piero della Francesca sia la sintesi di tutto il rinascimento, e non solo quello italiano. Un altro apripista, un altro aretino.

Giorgio_Vasari
Giorgio Vasari (Arezzo, 1511 - Firenze, 1574) non è stato da meno, anche se in un modo diverso. Lo si conosce come pittore e architetto (ha cominciato lui i lavori per quella che adesso è la Galleria degli Uffizi.

La sua opera più famosa però è un trattato: si tratta delle "Vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori italiani, da Cimabue insino a' tempi nostri". In un vero e proprio censimento storiografico - ma che non tralascia di raccontare aneddoti anche divertendi, facendo anche arrabbiare gli artisti citati - Vasari traccia una mappa che collega ben 160 artisti.

In un periodo in cui i documenti ufficiali erano spesso vittima di incendi, battaglie e altre devastazioni la sua opera è stata ed è fondamentale (uno dei primi libri che ho dovuto leggere all'università, ricordo, e a un corso di letteratura!). Uno degli esempi è la data di nascita di Piero della Francesca: tuttora sconosciuta, è stata ricostruita più precisamente proprio grazie alla documentazione presente nelle "vite".

Ma l'opera del Vasari ha segnato un altro grande esordio, quello proprio dei metodi della storiografia dell'arte, e ha dato inizio quindi a uno studio più consapevole, più strutturato dell'arte.

Il filo rosso che accomuna questi 4 maestri è quindi che tutti, nel loro campo, sono stati dei pionieri. Non si sono dedicati solo all'arte, ma hanno speso energie anche perché l'arte superasse se stessa, imboccasse strade più proficue, fosse a disposizione di tutti, conosciuta e riconosciuta.

E riconoscere l'arte, si sa, è riconoscere un po' sé stessi.

Arezzo pour nous

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La maggior parte dei turisti e delle persone con cui mi trovo a parlare di Arezzo, hanno come primo pensiero 'la città del Saracino'. Tutti conoscono la Fiera Antiquaria e molti si rammentano di Guido Monaco, inventore della notazione musicale. Taluni sono affascinati dal fatto che Arezzo venga citata da Dante, nella Divina Commedia. Per citare due celeberrimi nomi, Piero della Francesca e Giorgio Vasari, nonché tutti coloro raffigurati nell'affresco 'La Dimora dei Grandi', nella Sala del Consiglio della Provincia. Come non si potrebbe pensare poi alla bellissima statua della Chimera, rinvenuta il 15 novembre 1533, nei pressi della Porta San Lorentino.

Chi ha letto Boccaccio ricorderà il pozzo di Tofano, menzionato in una novella ambientata ad Arezzo.Vorrei proporre un'intervista con un esperto di luoghi conosciuti e non della nostra città. Si tratta di Alessandro Boncompagni, direttore dell'Ufficio Turismo, Giostra del Saracino e Folklore del comune di Arezzo.

 
 
 
Ci narra qualche curiosa leggenda legata alla città di Arezzo?

pzza gr notturna"Una città antica come la nostra ne ha tantissime. La leggenda forse meno conosciuta è la storia della strage dei Tondinelli, avvenuta agli inizi del 1500 ad Arezzo.  La vicenda è interessante, perché all'inizio della ricostruzione ottocentesca di questo fatto a metà fra storia e leggenda, l'autore inserisce un frammento dedicato ad un Saracino sui generis. Lu fa partire questa sceneggiatura ricreando l'atmosfera festosa di una Giostra, in cui un garzone gareggia contro il Buratto. Ma non come la vediamo oggi, era bensì un palio 'alla tonda', una sorta di Quintana. Un particolare curioso di come la passione aretina per la Giostra, testimoniata fino al Trecento anche in periodi di apparente oscuramento di questa tradizione, non si perde mai".
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ci designerebbe degli itinerari poco conosciuti e dei percorsi non tradizionalmente turistici?
 

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Ogni quartiere è dotato di una sede storica bellissima. Quella di Porta San Lorentino appare in una soglia rappresentata nei quadri di Piero della Francesca; Porta Santo Spirito, collocata nei Bastioni, un altro pezzo di città tra le due porte in parte conservato e in parte dimenticato. Prima esisteva una vero e proprio ingresso a sud della città, e sopra di esso c'era lo stanzone delle commedie, nel Settecento, quando Arezzo aveva ancora due teatri ufficiali, quello grande di Fraternita dentro le Logge Vasari, e il teatro piccolo di Fraternita fra i due attuali Bastioni di Porta Santo Spirito. La sede di Porta Sant'Andrea sorge all'interno di un antico convento, lungo quella che è l'attuale via Garibaldi, che era la via Sacra, da Porta San Clemente all'attuale Trento Trieste, antica Porta Ferdinanda. Un tragitto con un susseguirsi di antichi conventi, molti dei quali sono purtroppo scomparsi.Infine, palazzetto Alberti, la sede di Porta Crucifera, che è uno degli esempi meglio conservati di edificio medievale all'interno della città. C'è inoltre da segnalare, al piano terra del palazzo di Fraternita, un bellissimo affresco rappresentante la Madonna della Misericordia, che conoscevano solo gli addetti ai lavori all'interno del tribunale perché era una zona interdetta al pubblico. Ci sono pezzi di storia della città all'interno del Liceo Classico Francesco Petrarca, nel convento di Santa Caterina... La nostra città è veramente un patrimonio di sorprese ad ogni angolo, bisogna avere la pazienza e la tenacia di andare a ricercarle e tentare di farsi aprire questi benedetti portoni a volte chiusi".
 
 
 
 
Ogni elemento si collega ad un luogo caratteristico della città

giostraPensando al Fuoco citerei un luogo straordinario dove il fuoco faceva da padrone: l'antichissima fonderia Bastanzetti, nata nel 1889, collocata tra via Leone Leoni e via Porta Buia, dove venivano costruiti tutti gli oggetti in bronzo e in ferro, i tombini... una tradizione antichissima, ecco perché il fuoco era l'elemento costitutivo di questa attività imprenditoriale. Per la Terra, due luoghi significativi: primo, piazza Grande, perché era la piazza in terra battuta della comunità, dove c'era il mercato. Una piazza medievale che si collega alla terra perché due volte l'anno vi ci portiamo la lizza, questo elemento in terra battuta, fatta a regola d'arte da ditte specializzate che lavorano sotto il tiro incrociato dei capitani e dei giostratori; perché la lizza deve essere qualcosa di perfetto il giorno della Giostra. Il secondo luogo che riconduce a questo elemento è il Prato, un grande e bellissimo parco, il nostro Prato di Arezzo, che è il giardino più antico della città.Passando all'Acqua, ho pensato ad un fatto legato ad un miracolo religioso avvenuto nel 1500, l'epoca della strage dei Tondinelli, in prossimità dell'antica pieve di San Polo a pochi chilometri dal centro: una giovinetta di nome Camilla, figlia di Antonio Della Valle, ha una visione della Madonna, che sarebbe apparsa a Camilla chiedendo di far costruire un tempio dedicato a lei. Fu costruita una prima cappella, e successivamente il Santuario Mariano della Madonna del Giuncheto, che tutt'oggi è ancora visitabile, un bellissimo esempio cinquecentesco del grande culto dedicato a Maria nell'Aretino. Per l'Aria, il collegamento mi è venuto con le note musicali. L'aria è qualcosa di impalpabile e di leggero. Cosa c'è di più leggero della musica? Quindi ho pensato al nostro Guido d'Arezzo. Nella fiancata del palazzo comunale in cima a via Cesalpino c'è una lapide in cui c'è scritto che 'qui nacque ed abitò Guido Monaco e le note musicali con 'l'ut' al posto del 'do'.

gigiostra

Hotel Fiera Antiquaria Arezzo 5 settembre 2020, tel 0575294003

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Prenotando direttamente per telefono 0575294003 acquistate a -10% una camera matrimoniale per la Fiera Antiquaria

( ogni prima domenica del mese e il sabato precedente)

presso il nostro Hotel Aretino** . Prenota il pranzo presso il ns Bistrot Paris, menu' a partire da 7,00 e.

Hotel Aretino Arezzo in pieno centro, vicino Fiera Antiquaria con Pasticceria artigianale, colazione a buffet. Bistrot interno. Bar aperitivi e cocktails.

Calendario Fiera Antiquaria 2020: 

 5-6 settembre, 3-4 ottobre, 31 ottobre-1 novembre, 5-6 dicembre.

La celebre Fiera Antiquaria di Arezzo è una delle fiere dell'antiquariato più importanti e grandi d'Italia. Nata nel 1968 per volere di Ivan Bruschi, da oltre 50 anni si tiene ogni prima domenica del mese e sabato precedente. La location è la magnifica cornice di Piazza Grande (o Piazza Vasari) e le vie del centro storico (solo l’edizione di settembre si svolge presso il Prato a causa della concom con la Giostra del Saracino). Quasi 400 espositori, provenienti da ogni parte d’Italia, propongono a migliaia di visitatori i loro oggetti d’arte, mobili, gioielli e bijoux, orologi, libri e stampe antiche, strumenti scientifici e musicali, giocattoli, biancheria d’antan e ogni tipo di collezionismo.

A seguito di una riforma interna la Fiera Antiquaria ha aperto i suoi banchi anche ai settori del modernariato, del vintage e dell’artigianato di qualità.

 

La Fiera offre l'opportunità ai collezionisti e agli amanti del genere una grande quantità di oggetti antichi, regalando il piacere della trouvaille, ovvero la scoperta e la ricerca del pezzo raro o curioso. Amata anche da un pubblico internazionale, la Fiera Antiquaria ha saputo dare un'immagine di sè più al passo con i tempi.

 

 

 

Fiera dell'Oro Arezzo 2019

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Siamo a 100 m dalla Stazione Ferroviaria di Arezzo e a 4 min di macchina dal Centro Affari dove si svolge la Fiera   

OROAREZZO 2014

un appuntamento fieristico di grande tradizione per la città di Arezzo, che ospitò la prima edizione nel lontano 1980. Si tratta di una mostra dell’oreficeria e della gioielleria di livello internazionale, che permette a tanti protagonisti del settore di incontrarsi in quella che è una delle capitali mondiali dell’oro: Arezzo.

OROAREZZO è nata su iniziativa della città di Arezzo per creare un’esposizione e un luogo di incontro internazionale, in cui dialogare di tradizione e innovazione, di design e accuratezza nella lavorazione dei gioielli. OROAREZZO è un viaggio nel mondo del gioiello, alla scoperta di tutte le sfaccettature del mercato italiano e dei mercati internazionali. Partecipano ad OROAREZZO infatti tutti i maggiori distretti del mercato italiano ed alcune eccellenze internazionali.

Da tutto il mondo arrivano ad OROAREZZO grossisti, top buyer e importatori, per incontrare operatori del settore ed informarsi sulle direttrici di sviluppo del mondo della gioielleria, dell’oreficeria, dell’argenteria.
OROAREZZO garantisce una serie di servizi di alto livello ai suoi espositori e a tutti i suoi ospiti. La superficie complessiva sulla quale si sviluppa l’evento fieristico supera i 20.000 metri quadrati. Inoltre numerosi eventi collaterali accompagnano la mostra: sfilate di moda e gioielli, workshop, mostre e conferenze.

Prenota  Hotel Aretino al 0575 294003. email: Cette adresse e-mail est protégée contre les robots spammeurs. Vous devez activer le JavaScript pour la visualiser.                            

Tutti i gioielli verranno esposti durante il periodo della fiera. Una giuria qualificata selezionerà le creazioni ritenute più creative e sceglierà i vincitori dei premi.

E' prevista l'attribuzione di tre riconoscimenti:

Migliore creatività;

Rispetto delle tradizioni orafe;

Fashion Trend Setter.

La giuria sarà presieduta dalla direttrice di Vogue Accessory e sarà composta da:

un giornalista di Vogue Gioiello;

un giornalista straniero

un importante buyer italiano

un importante buyer straniero

un esperto di storia e design del gioiello

un rappresentante di Oroarezzo

 

Le petit déjeuner en Toscane

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On vous réveille avec l'odeur du pain frais, des croissants et de pâtisserie internationale, le tout préparé attentivement. Le petit déjeuner comprend un large choix de produits typique: du pain, tartes, gâteaux, biscuits, confiture, miel, chocolat, céréales, salade de fruits, yogourt, fromage à la crème, le beurre, pain grillé et cèréals, espresso, cappuccino, jus, café, chocolat chaud, thé, fruits.

Pour commencer chaque jour notre merveilleux petit déjeuner on vous attend avec un buffet varié dans notre salle à manger ensoleillée au premier étage de l'Hôtel; pour les plus attentifs à la ligne, pour ceux qui se sentent "Bio", des produits frais, de qualité, préparés avec soin.

La bonne énergie pour une journée active de l'entreprise ou tout simplement pour découvrir le merveilleux territoire toscan.

Pietro L'Aretino

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Pierre Arétin (en italien Pietro Aretino) est un écrivain et dramaturge italien, né le 20 avril 1492 à Arezzo (Toscane) et mort le 21 octobre 1556 à Venise (Vénétie).

Biographie[modifier]

Pierre l'Arétin est né en 1492 à Arezzo (l'Arétin signifiant « venant d'Arezzo »). Banni de sa ville natale, il passe une décennie à Pérouse avant d'être envoyé à Rome, où le riche banquier Agostino Chigi, mécène de Raphaël le prend sous son aile. L'Arétin fait parler de lui à Rome à travers ses satires mordantes et les Sonetti lussuriosi (Sonnets luxurieux), pièces assez crues qui servirent d'accompagnement textuel à 16 illustrations pornographiques de Giulio Romano (Jules Romain)[pas clair]. Cet écart lui vaut de perdre la protection du pape Léon X.

Ses Ragionamenti, propos d'une prostituée à divers interlocuteurs composés comme des raisonnements en forme de dialogue platonicien, tournent en dérision la société de son temps et particulièrement les sacrements religieux (vœux monastiques, mariage). Un des personnages est la Nanna, une ancienne courtisane qui évoque son expérience.

Après une tentative d'assassinat sur sa personne, l'Arétin part vivre à Mantoue, puis enfin à Venise (la ville italienne la plus opposée au pape) en 1527, où il demeure jusqu'à sa mort.

L'Arétin est l'auteur de cinq comédies (dont La Cortigiana et La Talenta) et de la tragédie Les Horaces (1546). Lors de son séjour à Venise, il publie également sa correspondance, mettant ainsi sous pression tout ce que l'Italie comptait de notables. Il n'épargne pas dans ses écrits satiriques les princes et les grands, ce qui le fait surnommer « le fléau des Princes » : la plupart, pour éviter les traits de sa satire, lui font des présents considérables, quelques-uns, cependant, ne le payent qu'avec le bâton. C'est ainsi que François Ier et l'empereur Charles Quint le subventionnent en même temps, chacun espérant quelque dommage pour son rival. Par orgueil, il s'appelle lui-même le « divin Arétin ».

Sur la fin de sa vie, l'Arétin publie par ailleurs diverses œuvres pieuses (une traduction italienne des Psaumes de David, trois livres « sur l'humanité de Jésus Christ » ainsi qu'un livre sur la passion du Christ).

La Joute du Sarrazin

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La Giostra del Saracino (Joute du Sarrasin), est une reconstitution historique médiévale majeure en Toscane. Elle se déroule à Arezzo l’avant-dernier samedi de juin et le premier dimanche de septembre. Elle oppose les quatre quartiers de la ville : Porta Santo Spirito, Porta S. Andrea, Porta del Foro et Porta Crucifera. C’est un tournoi chevaleresque qui est issu du Moyen Âge remis en vogue en 1931 sous forme de reconstitution historique se situant au xive siècle. Cette fête donne lieu à des reconstitutions historiques très fidèles au cours desquelles les habitants s’habillent à l’ancienne. La compétition se déroule chaque année sur la Piazza Grande l’avant-dernier samedi de juin en nocturne (Joute de S. Donatien, patron de la ville) et le premier dimanche de septembre au cours de l’après-midi (Joute de septembre). Elle consiste à planter sa lance dans l'écu d'un sarrasin représenté par un mannequin tournant sur lui-même. Le gagnant remporte la lance d'or.

Hotel Aretino***Arezzo, Via Romea Germanica, da Forlì ad Arezzo

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Ho scoperto l’esistenza della via Romea Germanica a giugno, soggiornando in un paesello che si trova lungo il cammino e dove vendevano la guida..
Un percorso che In Italia unisce il Brennero a Roma, un grande viaggio attraverso luoghi ai più sconosciuti.
Natura, cultura, gastronomia. Una vera MERAVIGLIA. L’intero percorso parte dal Nord della Germania, fu l’abate Alberto da Stade nella seconda metà del 1200 a percorrere la via da Stade (in Germania) a Roma e lasciò un manoscritto in cui, sotto forma di dialogo, racconta in maniera molto dettagliata i migliori itinerari per raggiungere Roma.

Purtroppo non avevo i 46 giorni necessari a coprire l’intero percorso dal Brennero a Roma(all’incirca 1000km), mi sono quindi accontentata di percorrere un piccolo ma splendido tratto che va da Forlì ad Arezzo, circa 180 km in una settimana. In questo percorso si valica il mitico Passo Serra che fu molto frequentato nei secoli da pellegrini e viandanti che percorrevano la Via Romea che era infatti detta la “Via Romea dell’Alpe di Serra”.Giunta all’Alpe di Serra ho optato per una variante del percorso, anziché percorrere la Valle Santa ho deciso di raggiungere il santuario della Verna.

C’è un bellissimo sito: www.viaromeagermanica.com 
E un’ottima guida: La Via Romea Germanica edita da Terre di Mezzo

Livello di difficoltà

Le tappe che ho percorso sono state tutte molto diverse una dall’altra.
Per affrontare un cammino bisogna comunque essere sempre ben allenati.
Il rischio è di non godere appieno dell’esperienza, di infortunarsi, rovinare il viaggio e portare a casa un brutto ricordo. In questo tratto la salita al Passo Serra è senz’altro la parte più impegnativa. Parlerò in seguito di ogni singola tappa. Il percorso è ben segnalato, io mi sono comunque persa un paio di volte.

Dove dormire sulla via Romea Germanica?

Lungo il percorso si incrociano diversi paesini che offrono vari alloggi, B&B, agriturismi, alberghi, vedi Hotel Aretino ad Arezzo..
Sempre meglio contattarli per tempo perché mi è capitato di trovarne diversi chiusi e a Santa Sofia l’ostello era tutto pieno per un congresso. Poi se si contattano anche le parrocchie dovrebbero offrire ospitalità. Ma sempre meglio fare una telefonata.

1° giorno Forlì-Cusercoli
Km:
 28,3 (io ne ho fatti 35 circa perché mi sono persa…)
Difficoltà: lunga ma facile
Dislivello: salita 360 m discesa 270 m
Strada: sterrato 52% – Asfalto: 48%

Parto da Forlì alle 7, ho dormito al B&B la Terrazza degli ulivi, vicinissimo alla partenza del cammino, di fronte alla chiesa di Ronco. L’atmosfera è spettrale, è umido, pioviggina e mi domando… “ma chi me l’ha fatto fare?”. Ma dopo poco essermi inoltrata nel percorso sono felice di essere partita, perché incontro tantissimi animali, cervi, lepri, fagiani, scoiattoli. Uno spettacolo.
Si cammina in riva al fiume Ronco un bel po’, poi ci si inoltra nelle campagne. Riesco a perdermi, e me ne rendo conto solo dopo quasi un’oretta di cammino, quindi perdo un po’di tempo.
A Fratta Terme inizia l’appennino. I luoghi sono molto belli. A Meldola mi fermo per un panino e poi riparto. Nel pomeriggio arrivo a Cusercoli. Un borgo molto pittoresco. Vengo ospitata nella canonica della parrocchia. Conosco la signora Paola che si occupa della canonica e che bada a due signori ultranovantenni che sono contenti di fare due chiacchere con me. L’unica pizzeria del paesello è chiusa perché è lunedì e io ho tantissima fame… Mi salva il chiosco di Grazia, un chiosco extralusso che fa il tipico tortello alla lastra con ripieno di zucca e patate. Veramente buono! Lo consiglio!

2° giorno Cusercoli-Santa Sofia
Km:
 20,5
Difficoltà: media
Dislivello: salita 680 m discesa 550 m
Strada: sterrato 45% – Asfalto: 55%

Oggi il percorso è un pochino più impegnativo perché c’è un po’ di dislivello rispetto alla tappa di ieri. Parto alle 8 da Cusercoli. Percorro dei bei sentierini sulle colline, attraverso pittoreschi borghi abbandonati. Passo Civitella e poi Galeata. A Pianetto, frazione di Galeata, c’è un castello diroccato, molto affascinante, il cammino ci passa proprio a fianco. Dopo pochi chilometri arrivo a Santa Sofia, detta la piccola Firenze. Alloggio presso l’Ostello della gioventù, situato in un antico palazzo del centro storico. Ceno all’Antica Osteria del Borgo, un posto veramente carino. Il personale è gentilissimo e anche i piatti sono buoni. Mi ritiro nei miei appartamenti presto perché sono distrutta, ma prima mi innamoro di una micro biblioteca situata fuori dall’ostello dove puoi prendere e mettere i libri. Ne voglio una anche davanti al mio ambulatorio.

3° giorno Santa Sofia- Bagno di Romagna
Km:
 24,3
Difficoltà: impegnativa (secondo me non così tanto, il dislivello era distribuito in maniera omogenea)
Dislivello: salita 920 m discesa 640m
Strada: sterrato 50% – Asfalto: 50%

Dopo la colazione all’ostello parto per Bagno di Romagna. Inizialmente si cammina sulla strada provinciale, poi il percorso si inoltra in bellissimi prati. Il tema del giorno è vacche e pascoli, fantastico.
I panorami di oggi sono veramente bellissimi. Raggiungo il Passo del Carnaio, poi mi inoltro in bei prati e boschetti. Davanti ad un agriturismo un cagnolone mi segue, pensavo sarebbe tornato indietro invece dopo oltre mezz’ora di cammino è ancora con me. Chiamo quindi l’agriturismo e rivengono a prenderlo. Dopo un po’ raggiungo Paganico e mi fermo a salutare i ragazzi della Fattoria dell’Autosufficienza, un posto che vi consiglio di visitare. Proseguo il cammino e dopo un’oretta circa arrivo all’Eremo di Corzano, un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Ci sono 3 persone che fanno le pulizie e un vecchietto mi fa da guida per circa un’oretta. Veramente interessante. Il signor Pietro detto Orlando, mi spiega tantissime cose, un incontro che auguro a tutti di fare, una miniera di sapere. Scendo dall’Eremo e mi dirigo verso Bagno di Romagna. Penso di essere arrivata e invece sono a San Piero in Bagno, mancano ancora 4 chilometri. Arrivo parecchio stanca, ma merita una bella visita. Volevo andare alle Terme ma è troppo tardi e ho tantissima fame. Alloggio presso l’hotel Il Tiglio e ceno nello stesso hotel. Anche qui tutti molto gentili e disponibili. 

4° giorno Bagno di Romagna – Chiusi La Verna
Km:
 23,3
Difficoltà: impegnativa (il dislivello maggiore è nei primi 7 km, quindi saranno abbastanza duri)
Dislivello: salita 1360 m discesa 700m
Strada: sterrato 92% – Asfalto: 8%

Questa è stata per me la tappa più impegnativa, ma più psicologicamente che fisicamente. Non so perché ma avevo paura di non farcela, di stancarmi troppo. Questa tappa fatela solo se siete ben allenati, perché è parecchio impegnativa, si sale molto di botta, nei primi 7 km si fanno quasi 800 mt di dislivello. Una buona idea può essere dividere la tappa e fermarsi al Rifugio del Lupo che si trova lungo il percorso. Io purtroppo l’ho trovato chiuso, quindi ho dovuto proseguire. La tappa è bellissima, si cammina tutto il giorno in un bosco di faggi e carpini. Si calpesta un’antica mulattiera lastricata ed è emozionante pensare a quanta gente ha fatto quella stessa strada nei secoli. Arrivare a la Verna è fantastico, un luogo che emana tantissima energia positiva, poi ti senti anche figo perché è un tappone bello impegnativo. Al santuario della Verna i pellegrini alloggiano in un dormitorio a loro dedicato e cenano tutti insieme, una bella esperienza. Con me c’è un gruppo di brasiliani e un pellegrino tedesco. Loro stanno facendo il Cammino di San Francesco. Passiamo una bella serata.

5° giorno Chiusi La Verna – Poggio d’Acona
Km:
 14
Difficoltà: facile
Dislivello: salita 250 mt discesa 800 m
Strada: sterrato 70% – Asfalto: 30%

Dopo la sfaticata del giorno prima ho bisogno di riposare, scelgo di dividere la tappa successiva in 2 giorni, per prenderla con calma. In questa tappa c’è tanta discesa, incontro un po’ di difficoltà perché ho un problema ad una caviglia. Anche oggi i paesaggi sono molto belli. Arrivo abbastanza presto a destinazione nella bellissima Fattoria del Trebbio, un agriturismo gestito da una simpatica famiglia. Mi portano a visitare gli animali e poi mi preparano un’ottima cenetta e il bambino ci tiene a dirmi che la trota l’aveva pescata lui. Tutto molto bello e rilassante, si sta benissimo e il paesaggio è stupendo.

6° giorno Poggio d’Acona – Subbiano
Km: 15
Difficoltà: media/facile
Dislivello: salita 350 m discesa 600 m
Strada: sterrato 65% – Asfalto: 35%

Saluto i ragazzi della Fattoria del Trebbio e riparto. Anche oggi faccio una tappa corta, ma con più dislivello. Doveva piovere tutto il giorno e invece niente! Passo vicino al bellissimo castello di Valenzano e poi attraverso dei piccoli borghi e dei bei boschi. Fino al fondovalle dell’Arno. Tutto bello anche oggi.

7° giorno Subbiano – Arezzo
Km:
 19,5
Difficoltà: facile
Dislivello: salita 180 m discesa 170 m
Strada: sterrato 60% Asfalto: 40%

Oggi ultima tappa, quasi tutta pianeggiante. Attraverso dei bei paesini e splendide campagne sempre attraverso stradine sterrate e sentierini. Ad un certo punto di fronte a me appaiono le mura e la cattedrale di Arezzo, una grandissima emozione! Arrivo ad Arezzo e trovo la festa dello street food nel grande parco cittadino. Dormo presso Hotel Aretino davanti Stazione,che consiglio a tutti, sia per la location che per il personale, accoglienti e gentilissimi. Faccio un bel giro per il centro storico che merita un’accurata visita. 

by Martina Facchin