Sala Compleanni Arezzo

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Arezzo, città di pionieri

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Che cosa accomuna Giorgio Vasari, Francesco Petrarca, Guido Monaco e Piero della Francesca? la risposta più semplice è che sono nati tutti nei dintorni di Arezzo. Potete accontentarvi di questo, trovare un Hotel a Arezzo (possibilmente uno dei nostri), e venire a conoscerli, a visitare le loro case e i luoghi dove hanno creato opere che resistono al tempo.

Ma c'è dell'altro.

Nonostante la distanza temporale che li separa, questi 4 grandissimi artisti cui Arezzo ha dato i natali sono legati da un'altro filo conduttore affascinante: sono stati (e sono) dei teorici, che hanno avuto il duplice merito di aprire la strada alle generazioni a venire, creando nuovi percorsi di lettura e di creazione artistica, ma soprattutto di spiegare ai posteri il percorso più breve per raggiungerla, quella strada.

guido_monaco
Guido Monaco (Arezzo, 992 circa - 1050) è l'esempio più limpido. Non è stato un artista nel senso proprio del termine, non c'è nessuna opera musicale ascritta al suo nome, eppure ha dedicato tutta la sua vita al pensiero della musica. Un pensiero non certo sterile, visto che la moderna notazione musicale, da lui concepita, ha cambiato tutto, per i musicisti, aprendo sia nuove possibilità di lettura e trasmissione (quindi conservazione), sia un nuovo mondo di opportunità e composizione, che la vecchia notazione non permetteva. Suoneremmo così, nel mondo? ascolteremmo la musica come la ascoltiamo oggi, se non ci fosse stato Guido Monaco? Non credo, o perlomeno saremmo molto meno avanti di come siamo.

 

 

 

francesco_petrarca
Anche dopo il passaggio di Francesco Petrarca (Arezzo, 1304 - Arquà, 1374) è cambiato tutto nel suo campo di azione artistico. Non è un caso se uno dei modi di indicarlo è "Il poeta della modernità". Non solo ha dato respiro alla poesia come genere indipendente; non solo è stato il ponte che ha permesso i primi passi della transizione, in Italia, dalla scrittura in latino a quella in volgare; ma soprattutto, anche se la cosa è comprensibilmente meno nota, ha dato un contributo enorme alle regole metriche in poesia, e ha codificato quelle regole di accentazione degli endecasillabi che hanno cambiato la poesia per sempre, e che vengono utilizzate ancora oggi. Curioso, vero? Due artisti aretini che ognuno nel suo campo hanno letteralmente cambiato il senso del ritmo nel mondo. No, non è curioso: è affascinante, e poetico.

 

piero_della_francesca

 

Poi c'è Piero della Francesca (Borgo SanSepolcro - AR, 1412 cca - 1492). La cosa che incuriosisce, anche facendo una ricerca solo superficiale su wikipedia, è come Piero fosse sì un pittore, ma anche un matematico. Cosa c'entra la matematica con la pittura? Basta ampliare di poco la ricerca per scoprire che le sue conoscenze matematiche (ma soprattutto quelle di geometria euclidea), gli hanno permesso di lavorare sulla prospettiva pittorica come mai nessuno prima. Ha perfezionato (e anche lui, guarda caso, codificato) gli studi prospettici che i più grandi stavano affrontando in quel meraviglioso periodo artistico (uno tra tanti, Brunelleschi).

Anche qui si può parlare di ritmo. Perché la luce, la prospettiva, la geometria delle forme, con il rinascimento hanno permesso agli artisti di creare per l'occhio umano precisi percorsi di fruizione delle opere. Dopo il rinascimento, e grazie al grande lavoro di Piero, la pittura ha potuto esprimere in modo più netto il messaggio che voleva trasmettere, e l'amatore ha potuto percorrere le opere con una consapevolezza diversa.

Si può dire che Piero della Francesca sia la sintesi di tutto il rinascimento, e non solo quello italiano. Un altro apripista, un altro aretino.

Giorgio_Vasari
Giorgio Vasari (Arezzo, 1511 - Firenze, 1574) non è stato da meno, anche se in un modo diverso. Lo si conosce come pittore e architetto (ha cominciato lui i lavori per quella che adesso è la Galleria degli Uffizi.

La sua opera più famosa però è un trattato: si tratta delle "Vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori italiani, da Cimabue insino a' tempi nostri". In un vero e proprio censimento storiografico - ma che non tralascia di raccontare aneddoti anche divertendi, facendo anche arrabbiare gli artisti citati - Vasari traccia una mappa che collega ben 160 artisti.

In un periodo in cui i documenti ufficiali erano spesso vittima di incendi, battaglie e altre devastazioni la sua opera è stata ed è fondamentale (uno dei primi libri che ho dovuto leggere all'università, ricordo, e a un corso di letteratura!). Uno degli esempi è la data di nascita di Piero della Francesca: tuttora sconosciuta, è stata ricostruita più precisamente proprio grazie alla documentazione presente nelle "vite".

Ma l'opera del Vasari ha segnato un altro grande esordio, quello proprio dei metodi della storiografia dell'arte, e ha dato inizio quindi a uno studio più consapevole, più strutturato dell'arte.

Il filo rosso che accomuna questi 4 maestri è quindi che tutti, nel loro campo, sono stati dei pionieri. Non si sono dedicati solo all'arte, ma hanno speso energie anche perché l'arte superasse se stessa, imboccasse strade più proficue, fosse a disposizione di tutti, conosciuta e riconosciuta.

E riconoscere l'arte, si sa, è riconoscere un po' sé stessi.

Cosa visitare ad Arezzo

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torri

La maggior parte dei turisti e delle persone con cui mi trovo a parlare di Arezzo, hanno come primo pensiero 'la città del Saracino'. Tutti conoscono la Fiera Antiquaria e molti si rammentano di Guido Monaco, inventore della notazione musicale. Taluni sono affascinati dal fatto che Arezzo venga citata da Dante, nella Divina Commedia. Per citare due celeberrimi nomi, Piero della Francesca e Giorgio Vasari, nonché tutti coloro raffigurati nell'affresco 'La Dimora dei Grandi', nella Sala del Consiglio della Provincia. Come non si potrebbe pensare poi alla bellissima statua della Chimera, rinvenuta il 15 novembre 1533, nei pressi della Porta San Lorentino.

Chi ha letto Boccaccio ricorderà il pozzo di Tofano, menzionato in una novella ambientata ad Arezzo.Vorrei proporre un'intervista con un esperto di luoghi conosciuti e non della nostra città. Si tratta di Alessandro Boncompagni, direttore dell'Ufficio Turismo, Giostra del Saracino e Folklore del comune di Arezzo.

 
 
 
Ci narra qualche curiosa leggenda legata alla città di Arezzo?

pzza gr notturna"Una città antica come la nostra ne ha tantissime. La leggenda forse meno conosciuta è la storia della strage dei Tondinelli, avvenuta agli inizi del 1500 ad Arezzo.  La vicenda è interessante, perché all'inizio della ricostruzione ottocentesca di questo fatto a metà fra storia e leggenda, l'autore inserisce un frammento dedicato ad un Saracino sui generis. Lu fa partire questa sceneggiatura ricreando l'atmosfera festosa di una Giostra, in cui un garzone gareggia contro il Buratto. Ma non come la vediamo oggi, era bensì un palio 'alla tonda', una sorta di Quintana. Un particolare curioso di come la passione aretina per la Giostra, testimoniata fino al Trecento anche in periodi di apparente oscuramento di questa tradizione, non si perde mai".
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ci designerebbe degli itinerari poco conosciuti e dei percorsi non tradizionalmente turistici?
 

portici small 2

Ogni quartiere è dotato di una sede storica bellissima. Quella di Porta San Lorentino appare in una soglia rappresentata nei quadri di Piero della Francesca; Porta Santo Spirito, collocata nei Bastioni, un altro pezzo di città tra le due porte in parte conservato e in parte dimenticato. Prima esisteva una vero e proprio ingresso a sud della città, e sopra di esso c'era lo stanzone delle commedie, nel Settecento, quando Arezzo aveva ancora due teatri ufficiali, quello grande di Fraternita dentro le Logge Vasari, e il teatro piccolo di Fraternita fra i due attuali Bastioni di Porta Santo Spirito. La sede di Porta Sant'Andrea sorge all'interno di un antico convento, lungo quella che è l'attuale via Garibaldi, che era la via Sacra, da Porta San Clemente all'attuale Trento Trieste, antica Porta Ferdinanda. Un tragitto con un susseguirsi di antichi conventi, molti dei quali sono purtroppo scomparsi.Infine, palazzetto Alberti, la sede di Porta Crucifera, che è uno degli esempi meglio conservati di edificio medievale all'interno della città. C'è inoltre da segnalare, al piano terra del palazzo di Fraternita, un bellissimo affresco rappresentante la Madonna della Misericordia, che conoscevano solo gli addetti ai lavori all'interno del tribunale perché era una zona interdetta al pubblico. Ci sono pezzi di storia della città all'interno del Liceo Classico Francesco Petrarca, nel convento di Santa Caterina... La nostra città è veramente un patrimonio di sorprese ad ogni angolo, bisogna avere la pazienza e la tenacia di andare a ricercarle e tentare di farsi aprire questi benedetti portoni a volte chiusi".
 
 
 
 
Ogni elemento si collega ad un luogo caratteristico della città
giostraPensando al Fuoco citerei un luogo straordinario dove il fuoco faceva da padrone: l'antichissima fonderia Bastanzetti, nata nel 1889, collocata tra via Leone Leoni e via Porta Buia, dove venivano costruiti tutti gli oggetti in bronzo e in ferro, i tombini... una tradizione antichissima, ecco perché il fuoco era l'elemento costitutivo di questa attività imprenditoriale. Per la Terra, due luoghi significativi: primo, piazza Grande, perché era la piazza in terra battuta della comunità, dove c'era il mercato. Una piazza medievale che si collega alla terra perché due volte l'anno vi ci portiamo la lizza, questo elemento in terra battuta, fatta a regola d'arte da ditte specializzate che lavorano sotto il tiro incrociato dei capitani e dei giostratori; perché la lizza deve essere qualcosa di perfetto il giorno della Giostra. Il secondo luogo che riconduce a questo elemento è il Prato, un grande e bellissimo parco, il nostro Prato di Arezzo, che è il giardino più antico della città.Passando all'Acqua, ho pensato ad un fatto legato ad un miracolo religioso avvenuto nel 1500, l'epoca della strage dei Tondinelli, in prossimità dell'antica pieve di San Polo a pochi chilometri dal centro: Per l'Aria, il collegamento mi è venuto con le note musicali. L'aria è qualcosa di impalpabile e di leggero. Cosa c'è di più leggero della musica? Quindi ho pensato al nostro Guido d'Arezzo. Nella fiancata del palazzo comunale in cima a via Cesalpino c'è una lapide in cui c'è scritto che 'qui nacque ed abitò Guido Monaco e le note musicali con 'l'ut' al posto del 'do'.

gigiostra

Blog Arezzo, il viaggio nell'aretino

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Arezzo, perla Toscana 

Arezzo è forse una delle perle meno conosciute del panorama toscano, ma non ha nulla da invidiare ad altre città più celebrate.

Volete la storia? Arezzo vanta origini risalenti all’epoca preistorica, è stata una dei centri di maggior rilievo in epoca etrusca ed ha avuto un notevole sviluppo in epoca medievale e medicea. La celebre “Chimera di Arezzo”, statua in bronzo raffigurante l’omonimo mostro mitologico e simbolo della città, certifica il grande rilievo rivestito dalla città in epoca etrusca. Sul suolo cittadino si sono avvicendati Romani, Longobardi, Ghibellini, Guelfi e Medici, a testimonianza dell’importanza strategica, economica e culturale che Arezzo ha avuto nel corso dei secoli.

Volete l’arte? Cimabue, Piero della Francesca, Giorgio Vasari. Questi sono solo alcuni degli autori delle opere che decorano i monumenti aretini, come il Duomo e la Chiesa di San Domenico, splendidi esempi di gotico italico, o la rinascimentale Chiesa della Santissima Annunziata. Di particolare impatto per il patrimonio artistico cittadino è stata la dominazione medicea, che ha comportato una profonda ristrutturazione del centro storico: per ordine di Cosimo I, il nucleo più antico di Arezzo è stato cancellato per fare spazio alle meravigliose Logge vasariane che si affacciano sulla centralissima Piazza Grande. Da non perdere sono anche il Palazzo Comunale e la Fortezza, voluta anch’essa dai Signori di Firenze.

Volete il folclore? Da più di otto secoli Piazza Grande ospita la Giostra del Saracino, una suggestiva rievocazione medievale in cui i quattro quartieri cittadini si sfidano per conquistare l’ambita Lancia d’Oro.

Volete il lusso? Arezzo è rinomata come la “Città dell’Oro”, divenendo il primo distretto per lavorazione del pregiato metallo a livello nazionale ed ospitando una delle fiere di maggior fama internazionale dedicata proprio al mondo orafo e della gioielleria. Volevate vistare Arezzo? Speriamo di averVi convinti... 

Un giorno da turista ad Arezzo

Arezzo, meravigliosa città etrusca Toscana, 4000 anni di storia...

Questo articolo è dedicato a coloro che desiderano visitare questa città in un solo giorno!

Se arrivate in treno, dalla Stazione, la prima meta è Anfiteatro Romano, uno dei più grandi d'Italia, di esso rimangono la platea e le rovine degli ambulatori (corridoi), è sempre un immergersi nell'antichità.

Ci spostiamo in piazza Grande, a 300 metri, in essa ogni anno si svolge la Giostra del Saracino, una bellissima manifestazione medievale. Segue Duomo, che ovviamente non può mancare nelle tappe da visitare. 

La prossima tappa, è d'obbligo: gli Affreschi di Piero della Francesca che è stato un grande pittore italiano nato ad Arezzo, infine per goderci il panorama notturno della città illuminata, il posto perfetto è la Fortezza Medicea, che costituisce un esempio di architettura militare dell'antichità e rappresenta un luogo magico che racchiude tutta la storia del popolo italiano.

Scegliere una regione italiana in cui vedere posti stupendi, mangiare bene, incontrare persone incredibili e visitare città ricche di storia è, per nostra fortuna, facilissimo. Ogni luogo della nostra penisola vale la pena di essere non solo visto, ma anche vissuto.

Senza dubbio una delle regioni più sorprendenti è a mio parere la Toscana; dico questo innanzitutto perché metà del mio sangue proviene da lì e chi mi conosce sa quanto io sia profondamente toscana dentro.
Quello che mi spiace, è che una volta scelta questa regione, la vacanza verte sempre e solo sui capoluoghi delle varie province che, seppur degne di nota, a volte “offuscano” dei posti sconosciuti ai più.
Lo dico spesso, il nostro territorio è davvero ricco di chicche nascoste, spetta solo noi andarle a cercare Cibo e Vino in Toscana

Se amate il buon vino e magari il vostro sogno è proprio quello di vivere in campagna, la Toscana non può che essere la scelta migliore.
Andate a Montalcino per assaggiare il famoso Brunello, scegliete la provincia di Grosseto e accompagnate fegatelli di maiale, spezzatini e cinghiale in umido con dell’ottimo Morellino di Scansano, mentre se amate il vino bianco San Gimignano è il posto che fa per voi: la Vernaccia è stato il primo vino italiano a ricevere il marchio di Denominazione di Origine Controllata ed è un accompagnamento perfetto per alici marinate e acciughe dissalate in salsa verde. Non andate via senza aver assaggiato il Chianti Superiore, che troverete in tutte le province di Firenze,  Arezzo, Pisa, Pistoia e Prato.

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I PIATTI TIPICI DI AREZZO

Prenotando Bistrot Paris Arezzo 0575294003, potrai trovare menù vari ed un servizio completo: dalla colazione a pranzo, aperitivi e cena, la nostra piadineria e griglieria sono pronte a soddisfare le Vostre esigenze.

La scottiglia, piatto di origine mediavale, a base di carni miste, rosolate e poi soffritte con peperone, vino rosso e limone.

L’acquacotta, piatto più tipico della Maremma ma molto apprezzato anche qui, che è una zuppa con verdure fresche miste, uova, pane abbrustolito, ed a Arezzo spesso accompagnato da funghi.

I Fegatelli, cioè pezzi di fegato di suino, conditi e cotti con diversi aromi, com ad esempio finocchio selvatico, alloro, sale, pepe, olio, e spesso accompagnato da bietole.

Il Tonno Briaco, tonno cotto con alloro cipolla e prezzemolo, servito poi su una base di pane fritto, e con la salsa di cottura del tonno con aggiunta di ingredienti come capperi e succo di limone.

I crostini neri, ovvero pane arrostito e bagnato in un brodo di capperi, pollo, milza e acciughe.

La minestra di pane, gli ingredienti alla base sono, pane sciapo, legumi, cavolo nero e olio extra vergine (ancora più buona se mangiata il giorno successivo alla preparazione).

L’ Abbucciato, pecorino con sapore molto forte, consigliato da abbinare a mele e vin santo.

Brigidini, copate, panepazzo, sommommoli, buccellato, ossi di morto sono solo alcuni dei dolci più tipici di Arezzo.   

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"I toscani? Arroganti e maleducati"... parola del quotidiano francese "Le Figaro"...

Che dire? Può anche darsi, forse hanno ragione... ma la storia ci insegna altro, a cominciare da uno dei punti basilari delle buone maniere a tavola... l'uso della forchetta.

Tale "strumento" non riscosse un grosso successo in Italia ed in Europa e solo a Firenze venne accolta favorevolmente.

Prova ne sia il tentativo di Caterina de' Medici di far provare l'insolita posata al marito Enrico II di Francia e ad altri commensali... il quadro offertoci dagli storici è esilarante... "Nel portare la forchetta alla bocca, si protendevano sul piatto con il collo e con il corpo... era un vero spasso vederli mangiare, perché facevano cadere sul piatto, sulla tavola e a terra, tanto quanto riuscivano a mettere in bocca".... così tanto per informazione... la prima versione del "Galateo" fu scritta intorno al 1555 da monsignor Giovanni Della Casa, arcivescovo cattolico di Borgo San Lorenzo... Un toscano, per intenderci...

AREZZO - visita la città etrusca durante la Giostra del Saracino...sei un guerriero? ...questo è il tuo viaggio.... !

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SANTUARIO DELLA VERNA - CAMALDOLI

A 40 chilometri circa dal centro storico di Arezzo, a meno di un'ora di macchina dai nostri hotel, sorge, immerso nello splendore delle foreste casentinesi, uno dei posti più incantevoli di tutta la provincia di Arezzo: il Santuario della Verna. Situato sulla cima del Monte Penna, nell'Appennino Toscano, il Santuario è costruito ad un'altezza di 1128 metri di altezza ed è tutt'oggi popolare meta di pellegrinaggio. La sua popolarità è dovuta allo stretto legame con il culto francescano. Si narra infatti che, nella primavera del 1213, San Francesco d'Assisi fosse in viaggio con frate Leone nell'area di Montefeltro, quando udì della musica provenire dal castello di San Leo. Avvicinatosi, scorse una festa nella piazza e , vedendo in essa un'occasione ideale per la diffusione del Vangelo, saltò sopra un muretto ed intonò una canzone d'amore. Ad ascoltarlo fra il pubblico c'era il Conte di Chiusi in Casentino, Orlando Catani, che, rimasto profondamente colpito dalla parole di San Francesco, volle discorrere con lui. La predica di San Francesco lo illuminò a tal punto che volle ringraziarlo, offrendogli in dono il Santuario della Verna, a quel tempo di sua proprietà: "Io ho in Toscana uno monte divotissimo il quale si chiama monte della Vernia, lo quale è molto solitario e salvatico ed è troppo bene atto a chi volesse fare penitenza, in luogo rimosso dalle gente, o a chi desidera fare vita solitaria. S'egli ti piacesse, volentieri Io ti donerei a te e a' tuoi compagni per salute dell'anima mia" . San Francesco accettò di buon grado e il Santuario della Verna, oltre a divenire meta di molti suoi periodi di ritiro, fu anche il luogo in cui, nell'estate del 1224, ricevette le stimmate. Da allora la popolarità della Verna non ha mai conosciuto periodi di crisi ed è tutt'oggi luogo sacro di pellegrinaggio.

Il Santuario della Verna offre tanto anche dal punto di vista artistico. All'interno del Santuario potrete infatti ammirare una delle opere più importanti di Andrea della Robbia, uno dei maggiori esponenti della famiglia Della Robbia, celebri scultori e ceramisti vissuti nel 1400. Alla Verna si trova circa un terzo di tutto il patrimonio artistico lasciatoci da Andrea della Robbia, fra cui spicca l'Annunciazione, situata nella Basilica di Santa Maria Assunta, insieme con la Natività e l'Ascensione. Altri capolavori potranno essere rintracciati nell'attigua chiesa di Santa Maria degli Angeli, più piccola della Basilica, ma sicuramente meritevole di attenzione. Il Santuario della Verna ospita anche un interessante museo (ingresso libero, orari 10,00-12,00/ 13,00-16,00), che comprende notevoli opere pittoriche dal Trecento al Seicento. 

Non vi resta adesso che visitare la Verna, che vi accoglierà fra spiritualità, arte e natura!

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Piero della Francesca rinasce: Salomone e la Regina di Saba (c.1452 Chiesa di San Francesco, Arezzo)

Quando i film riprendono gli affreschi.....passato e presente s'incontrano....e allora Piero rinasce...come ogni volta quando qualcuno ammira i Suoi affreschi. E' l'affresco di Piero della Francesca con Salomone e la Regina di Saba, pur nelle differenze rappresentative. La differenza è legata soprattutto al modo rappresentativo del cinema, lontano dall'impassibilità di Piero, ma il collegamento esiste, come si vede nelle immagini sottostanti.

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AREZZO - LA BELLEZZA

Si tratta di una delle più famose scene del film realizzate ad Arezzo, che vede protagonista Hana, l'infermiera del paziente inglese. E' lei che una sera viene condotta dal soldato indiano di cui è l'amante, a vedere i dipinti di una chiesa vicina che, in realtà, altro non sono che gli affreschi di Piero della Francesca raffiguranti le "Storie della Vera Croce" nella basilica di S. Francesco ad Arezzo. Qui, imbragata e issata su di una fune, Hana può salire volando letteralmente da una parete all'altra dell'abside e, al lume di una torcia, contemplare da vicino le immagini. Una scena davvero suggestiva, un'oasi di infinito nel cuore della vicenda, dove il fascino della grande arte si riflette nell'espressione del viso di Hana - la splendida Juliette Binoche - nella freschezza del suo sguardo rapito in questo a tu per tu con la Bellezza.

 

 

Comunque...non serve la fune e la torcia per vedere gli affreschi da vicino ..basta prenotare al 0575 352727.Piero vi aspetta! 

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 La Fiera Antiquaria di Arezzo

è una delle più antiche e popolari fiere di antiquariato di tutta Italia, nonché motivo di orgoglio per gli abitanti del luogo: con un numero sorprendente di oggetti e opere d'arte, la Fiera Antiquaria attira ogni mese un gran numero di turisti e di esperti nella città di Arezzo

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Dobbiamo la sua esistenze ad un personaggio caro agli aretini, Ivan Bruschi, antiquario, collezionista e viaggiatore, che nel 1968 diede vita a quello che è l'appuntamento più tradizionale della provincia d'Arezzo. L'idea gli venne in seguito ad un viaggio a Londra, dove venne rapito dallo splendore del mercato di Portobello. Ivan Bruschi vide quindi nella Fiera Antiquaria un'occasione per portare ancora allo splendore l'antica città di Arezzo, non solo dal punto di vista economico, ma anche culturale: ed è così che scelse Piazza Grande, piazza principale del centro storico nonché punto di notevole interesse artistico-culturale, come sede della sua nuova Fiera, che vide la sua prima edizione il 2 giugno 1968. Da allora la popolarità della Fiera Antiquaria non è mai tramontata, grazie anche anche alla fama che Arezzo ha sempre goduto nel settore dell'antiquariato. Il suo crescente successo portò Bruschi a promuovere un serie di manifestazioni collaterali che richiamarono l'attenzione del pubblico italiano e non, che portarono al consolidarsi dell'importanza della Fiera per la città di Arezzo: negli anni successivi fu meta di grandi personaggi proveniente dal mondo della politica, dello spettacolo e dell'arte. In seguito al nuovo fiorire di Arezzo, riaprirono molte attività commerciali, fra cui le numerose botteghe di artigianato che avevano una volta abbandonato il centro storico di Arezzo, di cui le vie principali portano ancora testimonianza.

Ristorante Fiera Antiquaria Arezzo, tel 0575294003

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0575294003 prenota il tavolo  per la

Fiera Antiquaria

( ogni prima domenica del mese e il sabato precedente)

Prenota il pranzo presso il ns Bistrot Paris, menu' a partire da 7,00 e. Pasticceria artigianale, colazione a buffet. Bistrot interno. Bar aperitivi e cocktails.

La celebre Fiera Antiquaria di Arezzo è una delle fiere dell'antiquariato più importanti e grandi d'Italia. Nata nel 1968 per volere di Ivan Bruschi, da oltre 50 anni si tiene ogni prima domenica del mese e sabato precedente. La location è la magnifica cornice di Piazza Grande (o Piazza Vasari) e le vie del centro storico (solo l’edizione di settembre si svolge presso il Prato a causa della concom con la Giostra del Saracino). Quasi 400 espositori, provenienti da ogni parte d’Italia, propongono a migliaia di visitatori i loro oggetti d’arte, mobili, gioielli e bijoux, orologi, libri e stampe antiche, strumenti scientifici e musicali, giocattoli, biancheria d’antan e ogni tipo di collezionismo.

A seguito di una riforma interna la Fiera Antiquaria ha aperto i suoi banchi anche ai settori del modernariato, del vintage e dell’artigianato di qualità.

 La Fiera offre l'opportunità ai collezionisti e agli amanti del genere una grande quantità di oggetti antichi, regalando il piacere della trouvaille, ovvero la scoperta e la ricerca del pezzo raro o curioso. Amata anche da un pubblico internazionale, la Fiera Antiquaria ha saputo dare un'immagine di sè più al passo con i tempi.

 

 

 

La Vita è bella

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p_grande_pioggia

"Smile, without a reason why"... 

"La Vita è bella" ....Un film capace di far sorridere e ridere, ma che, soprattutto nella parte finale, sa emozionare fino alle lacrime, ed è proprio questo totale cambiamento di scene, colori, toni di voce, comicità e musiche che fanno del film un vero capolavoro. Un film che coinvolge tutti con l’alternarsi di emozioni e sentimenti dei protagonisti. Un meraviglioso esempio di amore verso la famiglia, un sentimento sincero e genuino, ma soprattutto profondo.

Gioconda e il Ponte Buriano

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gioconda 2Non abbiamo più la Gioconda? Abbiamo il Ponte Buriano...vicino Arezzo, a 10 minuti di macchina o bus. 

Fu costruito all'incirca verso la seconda metà del 1200. Ponte a Buriano, il ponte della Gioconda: Leonardo da Vinci conosceva bene quel luogo e lo testimonia una sua mappa della zona conservata a Windsor.

L'intuizione più geniale è che quella zona dell'aretino con il Ponte Buriano è il paesaggio della Gioconda, della enigmatica Monnalisa. Dietro il suo volto sorridente si intravede il ponte a schiena d'asino identificato da alcuni studiosi e ancor più in lontananza ecco apparire i calanchi del Valdarno, pinnacoli di argilla erosa detti "Balze". E' una prova che Leonardo aveva bene in mente la geografia di questi luoghi. 

Itinerari

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La città di Arezzo è situata in una posizione invidiabile, con il Tirreno da una parte e l’Adriatico dall’altra; può quindi fare riferimento al collezionismo di una vasta area con la vicinanza, per altro, di città importanti come Firenze, Siena, e Perugia; basti dire che la distanza autostradale tra Roma ed Arezzo può essere percorsa in treno in meno di 2 ore. Così nasce una nuova manifestazione in un contesto culturale che affonda le sue radici nella storia dell’ Arte: Vasari, Petrarca, Cimabue e, soprattutto,Piero della Francesca hanno segnato il territorio aretino con testimonianze di grande prestigio divenute riferimento nella cultura artistica internazionale.Natura, arte, archeologia, enogastronomia; da Piero della Francesca ai Della Robbia, da Vasari a Pietro l'Aretino, Cimabue, Francesco Petrarca; in queste terre hanno lasciato un segno evidente etruschi, romani per poi passare al periodo del medioevo e quindi ai Medici.

Uno dei primi luoghi da visitare appena si arriva ad Arezzo è sicuramente la chiesa di S.Francesco del sec. XIII e rifatta nel 1318-77, restaurata ai primi del ‘900 con campanile del ‘500. All’interno troviamo alcune opere di elevato spessore, come la cappella Guasconi, alcune opere di artisti come Spinello Aretino, Bicci di Lorenzo , ma soprattutto la Leggenda della Croce,celebrato ciclo di affreschi su tre registri eseguito da Piero della Francesca tra il 1453 e il 1466, dove egli si ispirò alla”LeggendaAurea” di Jacopo da Varagine,una delle creazioni di maggiore spicco dell’intero rinascimento italiano.

Inoltrandoci in via Cavour si incontra la chiesa di Badia, eretta dai Benedettini Cassinesi nel secolo XIII e ampliata verso la seconda metà del’500 da Giorgio Vasari. Corso Italia è lo storico asse medievale (Borgo Maestro) della città e sicuramente la sua via principale, interamente costeggiata di antichi palazzi e prestigiosi negozi. Lungo di essa si incontrano la chiesa di S.Michele, palazzo Bacci, palazzoAltucci, palazzo Camaiani, Albergotti e la torre della Bigazza.

La Pieve di S.Maria è la più bella chiesa di Arezzo oltreché uno dei più begli esempi di stile romanico in tutta la Toscana. E’ stata iniziata dopo il 1140 e, dopo varie modifiche e rifacimenti è stata ultimata alla fine dell’800. All’esterno si trova la torre campanaria; all’interno invece troviamo un portale ornato dalla raffigurazione dei Mesi, il reliquiario di S. Donato, opera aretina in argento dorato (1346)e il grande Polittico (Madonna col Bambino e santi, annunciazione, assunta e Santi) di Pietro Lorenzetti (1320). Proseguendo per via Cavour arriviamo a Piazza Grande, detta anche piazza Vasari, è tra le più scenografiche e suggestive piazze d’Italia, teatro della Giostra del Saracino e della notissima fiera antiquaria. Questa piazza, ha un’insolita composizione planimetrica, vi si affaccia il palazzo delTribunale, l’elegante palazzo della Fraternità dei Laici il grandioso palazzo delle Logge (1573) opera del Vasari. Lungo via dei Pillati il palazzo Pretorio e la presunta casa natale del Petrarca, a cui è dedicato anche un monumento nel Passeggio del Prato.

Il Duomo (ultimato inizio’500)si trova su di una scalinata cinquecentesca ed è in stile gotico. Sulla facciata neogotica (1901-14), che ha sostituito quella originale, rimasta incompiuta, un portale romanico-gotico ornato da un gruppo scultoreo in terracotta di Niccolò di Luca Spinelli. All’esterno si trova il campanile neogotico(1859) e all’interno troviamo le vetrate istoriate di Guillaume de Marcillat (sec XVI), la cosiddetta Cappella Tarlati(1334), l’Arcadi S. Donato, l’affresco della Maddalena di Piero della Francesca e il Cenotafio di Guido Tarlati, opera di Agostino di Giovanni e Agnolo di Ventura (1330)e, all’estremità della navata, la Cappella della Madonna del Conforto (fine’700).

Una visita merita il Museo Diocesano dove sono custodite opere appartenenti al Duomo e ad altre chiese della Diocesi: per esempio il Crocifisso ligneo policromo del sec XIII; tre affreschi riportati di Spinello Aretino; l’annunciazione, bassorilievo attribuito al Rossellino; annuncio della morte della Vergine di Andrea di Nerioe alcuni dipinti di Luca Signorelli e di Vasari. Da visitare anche il Palazzo del Comune, (1333)con cortile a portico e loggia e nelle varie sale dipinti di artisti aretini come Parri e Spinello.

Si può continuare al visita diArezzo fermandoci nella chiesa della Ss. Annunziata,in via Garibaldi e S. Maria in Gradi,ricostruita(1592)da Bartolomeo Ammannati, nella quale si trovano due imponenti cantorie lignee, opere di Salvi Castellucci (1654 a destra) e Bernardino Santini (1630-32 asinistra). Un’altra chiesa interessante è quella di S. Domenico: costruzione gotica del 1275-1300 più volte rimaneggiata nei secoli, con portale romanico e campanile a vela che conserva campane trecentesche. All’interno, l’altare Dragoncelli (1350), e il gruppo in pietra di scuola senese “Madonna col Bambino”; l’Annunciazione di Spinello Aretino, ma soprattutto,al centro dell’abside, il grandioso Crocifisso dipinto, capolavoro giovanile di Cimabue (1260-65).

Inoltrandoci per via XX Settembre si incontra casa Vasari, abitazione aretina diGiorgio Vasari, fu fatta erigere dall’artista stesso(1540-48) che ne curò l’arredo e provvide personalmente a decorarla d’affreschi; oggi è sede del Museo e Archivio Vasariano. Il Museod’arte medievale e moderna ha sede nel rinascimentale palazzo Bruni-Ciocchi o della Dogana (secoloXV) ed è nato dalla fusione delle collezioni d’arte municipali e della Fraternità dei Laici ed offre ai visitatori una panoramica completa sulle opere della pittura aretina e toscana del periodo ‘300-‘800. All’interno si trovano: al pianterreno sculture appartenenti al primo periodo, dall’alto medioevo al primo rinascimento, tra cui alcune Madonne delle antiche porte della cinta urbana trecentesca.

Al primo piano opere di Giorgio Vasari(Cena di Assuero), Margaritoned’Arezzo (S. Francesco e Madonna in trono), Maestro della Maddalena (Madonna colBambino), Agostino di Giovanni (testa di guerriero), Spinello Aretino (Pietà) Parridi Spinello (Madonna della Misericordia), Bartolomeo della Gatta (S. Rocco)e di Luca Signorelli (Madonna e Santi e Adorazione del Bambino). Nella donazione Salmi altre opere tra cui S. Girolamo di Ludovico Carracci. Al secondo pianoopere di Luca Signorelli (Madonnacol Bambino e Santi), Bernardino Poccetti (Salita al Calvario), Giorgio Vasari (Stendardodi S. Rocco) e alcune opere della pittura dal ‘600 all’’800. Ai piani superiori,in alcune salette sono custodite altre opere come delle oreficerie aretine (secXII-XVII),vetri toscani (Secoli XVI-XX), bronzetti (sec XVI-XVIII), alcune pregevolimaioliche di fattura italiana del periodo ’400-‘700, in cui spicca un bacile di porcellana medicea del ‘500, e alcune monete, sigilli e medaglie.

Altro museo importante ad Arezzo è quello Archeologico Mecenate; al piano rialzato sono allestite le sezioni topografiche etrusca ed ellenistica in cui si trovano reperti dell’agro-aretino(cratere a volute di Euphoronios) della Valdichiana e del Casentino. Nella sezione romana,vasta collezione dei cosiddetti vasi corallini, (o terre sigillate). Al primo piano alcune ceramiche, tra cui spicca la coppa attica di Dourius, vetri e preziosi (ritratto virile in crisografia), numismatica (quincussiusetrusco), bronzi etruschi e romani. Qui troviamo inoltre le collezioni Gamurrini, Bacci, Fungini e Beccatelli.

Uno sguardo alla chiesa di S.Maria delle Grazie (1435-44) con il suo elegante portico di Benedetto da Maiano e l’altare maggiore di Andrea della Robbia, racchiude l’immagine della Madonna della Misericordia, opera di Parri di Spinello.

 CORTONA (25 Km)

Situata in collina, a 600 metri di altezza, Cortona è una delle città etrusche più antica. La Basilica di Santa Margherita e il Santuario Francescano delle Celle invitano il turista a scoprire Cortona dall'alto, offrendo un itinerario di arte e di fede a pochi passi dal centro storico. Da vedere, oltre al centro storico, il nuovo museo dell'Accademia Etrusca (che ha inaugurato le nuove collezioni nel Settembre 2005) e il Museo Diocesano, un piccolo forziere che custodisce opere di grandi artisti locali quali Luca Signorelli e una delle più belle Annunciazioni del Beato Angelico.

 http://www.youtube.com/watch?v=pyajHD2w7qw&feature=related
                      
LAGO TRASIMENO (30 Km)
Con un’estensione di 128 km² è il quarto lago italiano. La zona era abitata sin dall' epoca preistorica e nel 217 a.C. sulle rive del lago ebbe luogo la celebre battaglia del Trasimeno, che vide le forze cartaginesi di Annibale sconfiggere le legioni romane del console Gaio Flaminio. Ricca è la fauna ittica di questo bacino lacustre, fra le specie principali: lucci, carpe, tinche, cavedani, anguille, persici e carassi. Nel lago sono inoltre presenti tre isole ovvero, in ordine di grandezza, la Polvese, la Maggiore e la Minore.
                        
 
AREZZO
Le sue origini sono etrusche e forse fu una sede delle 12 lucumonie etrusche. Arezzo conserva ancora una storia preziosissima, a cominciare dai personaggi qui nati e divenuti famosi nel mondo: Caio Cilnio Mecenate, Petrarca, il Vasari, Francesco Redi, Guido d'Arezzo e l'Aretino. Oltre ai monumenti importanti e alle chiese, il centro storico di Arezzo merita una visita attenta, durante la quale potrete scoprire bei palazzi, aspetti architettonici caratteristici ed una suggestiva atmosfera.

http://www.youtube.com/watch?v=WlNWWcKIshA                       

 
SIENA (55 Km)
Siena è una delle più affascinanti città della Toscana, ricca di Monumenti, Musei, arte e architettura che ancora oggi raccontano i suo gloriosi trascorsi storici. La manifestazione più importante è il Palio, la cui organizzazione richiede un anno intero. Il Palio si corre il 2 luglio e il 16 agosto, importanti giornate in cui tutta la città suddivisa in contrade e i suoi abitanti si contendono in Piazza del Campo l'ambito Trofeo.

http://www.youtube.com/watch?v=h_An2FUeAQc                     

FIRENZE (85 Km)
Firenze è sicuramente tra le più belle città d'Italia, famosa in tutto il mondo per la grande concentrazione di opere artistiche che nei secoli hanno conferito alla città un aspetto unico al mondo. Famosa all'estero come e più di Roma, offre mille bellezze da vedere e conoscere. Può essere visitata anche con una gita di un giorno, anche se è consigliabile, per la visita al Museo degli Uffizi, prevedere un viaggio a parte.

http://www.youtube.com/watch?v=E7rJCiTssqg 

                
ASSISI (90 Km)
Assisi è la città di S. Francesco, meta di un flusso di turismo religioso durante tutto l'anno, grazie alla vita e ai fatti di S. Francesco, che vi era nato nel 1226, legando il proprio nome alle successive vicende della città. Il crescente interesse per S. Francesco, e dopo il settimo centenario della sua morte, la popolarità di Assisi è cresciuta in tutto il mondo, diventando uno dei luoghi di maggior flusso turistico in Italia.
MONTEPULCIANO

Montepulciano si trova a Sud di Arezzo, distanza Arezzo Montepulciano   Km ... Montepulciano è un comune di circa 15000 abitanti in provincia di Siena, a cavallo tra la Val di Chiana e la Val d'Orcia. Tipica cittadina rinascimentale, Montepulciano ha antiche origini etrusche ed è conosciuta per il Vino Nobile di Montepulciano e per le terme.

http://www.youtube.com/watch?v=FHjIp4hI6QE&feature=pyv


LA VALDICHIANA
Valle di origine alluvionale dell'Italia centrale in Toscana, compresa tra la provincia di Arezzo e la provincia di Siena.L’insediamento umano in Val di Chiana è antichissimo come testimoniano vari reperti archeologici di epoca preistorica. Ma è nell’epoca etrusca che la valle conobbe un periodo di grande prosperità, grazie ad efficaci tecniche di produzione agricola importate dagli etruschi e ai fiorenti commerci che essi avviarono costruendo una serie di porti lungo il fiume Clanis. Lo splendore e l'importanza della Val di Chiana in età etrusca è testimoniato dagli innumerevoli reperti archeologici provenienti dai vari centri della valle, specie dalle antiche lucumonie di Arezzo, Cortona e Chiusi.
I romani entrarono in Valdichiana dopo la sconfitta degli etruschi nel 295 a.C. e la presenza romana nella valle è testimoniata fin dal II-I secolo a.C. da numerosi ritrovamenti. Anche in questo periodo la valle mantenne la sua prosperità e gli storici Plinio il Vecchio e Tacito la descrissero come il "granaio dell'Etruria.
 
 
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L'Aretino Hotel suggerisce...dagli spacci aziendali delle grandi firme alle cittadelle outlet che tanto vanno di moda negli ultimi anni, comodamente raggiungibili in auto:
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Calcolo distanze:

Pisa aeroporto  145 km

Firenze aeroporto  85km

Roma aeroporto 222  km

Bologna aeroporto 162 km

Milano aeroporto 380 km

Firenze  70 km

Siena  58 km

Lucca 147 km

Outlet Valdichiana Village, Prada, The Mall 20 - 25 min distanza

 

Ristorante per pellegrini Arezzo, Via Romea Germanica, da Forlì ad Arezzo

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Ho scoperto l’esistenza della via Romea Germanica a giugno, soggiornando in un paesello che si trova lungo il cammino e dove vendevano la guida..
Un percorso che In Italia unisce il Brennero a Roma, un grande viaggio attraverso luoghi ai più sconosciuti.
Natura, cultura, gastronomia. Una vera MERAVIGLIA. L’intero percorso parte dal Nord della Germania, fu l’abate Alberto da Stade nella seconda metà del 1200 a percorrere la via da Stade (in Germania) a Roma e lasciò un manoscritto in cui, sotto forma di dialogo, racconta in maniera molto dettagliata i migliori itinerari per raggiungere Roma.

Purtroppo non avevo i 46 giorni necessari a coprire l’intero percorso dal Brennero a Roma(all’incirca 1000km), mi sono quindi accontentata di percorrere un piccolo ma splendido tratto che va da Forlì ad Arezzo, circa 180 km in una settimana. In questo percorso si valica il mitico Passo Serra che fu molto frequentato nei secoli da pellegrini e viandanti che percorrevano la Via Romea che era infatti detta la “Via Romea dell’Alpe di Serra”.Giunta all’Alpe di Serra ho optato per una variante del percorso, anziché percorrere la Valle Santa ho deciso di raggiungere il santuario della Verna.

C’è un bellissimo sito: www.viaromeagermanica.com 
E un’ottima guida: La Via Romea Germanica edita da Terre di Mezzo

Livello di difficoltà

Le tappe che ho percorso sono state tutte molto diverse una dall’altra.
Per affrontare un cammino bisogna comunque essere sempre ben allenati.
Il rischio è di non godere appieno dell’esperienza, di infortunarsi, rovinare il viaggio e portare a casa un brutto ricordo. In questo tratto la salita al Passo Serra è senz’altro la parte più impegnativa. Parlerò in seguito di ogni singola tappa. Il percorso è ben segnalato, io mi sono comunque persa un paio di volte.

Dove dormire sulla via Romea Germanica?

Lungo il percorso si incrociano diversi paesini che offrono vari alloggi, B&B, agriturismi, alberghi, vedi Hotel Aretino ad Arezzo..
Sempre meglio contattarli per tempo perché mi è capitato di trovarne diversi chiusi e a Santa Sofia l’ostello era tutto pieno per un congresso. Poi se si contattano anche le parrocchie dovrebbero offrire ospitalità. Ma sempre meglio fare una telefonata.

1° giorno Forlì-Cusercoli
Km:
 28,3 (io ne ho fatti 35 circa perché mi sono persa…)
Difficoltà: lunga ma facile
Dislivello: salita 360 m discesa 270 m
Strada: sterrato 52% – Asfalto: 48%

Parto da Forlì alle 7, ho dormito al B&B la Terrazza degli ulivi, vicinissimo alla partenza del cammino, di fronte alla chiesa di Ronco. L’atmosfera è spettrale, è umido, pioviggina e mi domando… “ma chi me l’ha fatto fare?”. Ma dopo poco essermi inoltrata nel percorso sono felice di essere partita, perché incontro tantissimi animali, cervi, lepri, fagiani, scoiattoli. Uno spettacolo.
Si cammina in riva al fiume Ronco un bel po’, poi ci si inoltra nelle campagne. Riesco a perdermi, e me ne rendo conto solo dopo quasi un’oretta di cammino, quindi perdo un po’di tempo.
A Fratta Terme inizia l’appennino. I luoghi sono molto belli. A Meldola mi fermo per un panino e poi riparto. Nel pomeriggio arrivo a Cusercoli. Un borgo molto pittoresco. Vengo ospitata nella canonica della parrocchia. Conosco la signora Paola che si occupa della canonica e che bada a due signori ultranovantenni che sono contenti di fare due chiacchere con me. L’unica pizzeria del paesello è chiusa perché è lunedì e io ho tantissima fame… Mi salva il chiosco di Grazia, un chiosco extralusso che fa il tipico tortello alla lastra con ripieno di zucca e patate. Veramente buono! Lo consiglio!

2° giorno Cusercoli-Santa Sofia
Km:
 20,5
Difficoltà: media
Dislivello: salita 680 m discesa 550 m
Strada: sterrato 45% – Asfalto: 55%

Oggi il percorso è un pochino più impegnativo perché c’è un po’ di dislivello rispetto alla tappa di ieri. Parto alle 8 da Cusercoli. Percorro dei bei sentierini sulle colline, attraverso pittoreschi borghi abbandonati. Passo Civitella e poi Galeata. A Pianetto, frazione di Galeata, c’è un castello diroccato, molto affascinante, il cammino ci passa proprio a fianco. Dopo pochi chilometri arrivo a Santa Sofia, detta la piccola Firenze. Alloggio presso l’Ostello della gioventù, situato in un antico palazzo del centro storico. Ceno all’Antica Osteria del Borgo, un posto veramente carino. Il personale è gentilissimo e anche i piatti sono buoni. Mi ritiro nei miei appartamenti presto perché sono distrutta, ma prima mi innamoro di una micro biblioteca situata fuori dall’ostello dove puoi prendere e mettere i libri. Ne voglio una anche davanti al mio ambulatorio.

3° giorno Santa Sofia- Bagno di Romagna
Km:
 24,3
Difficoltà: impegnativa (secondo me non così tanto, il dislivello era distribuito in maniera omogenea)
Dislivello: salita 920 m discesa 640m
Strada: sterrato 50% – Asfalto: 50%

Dopo la colazione all’ostello parto per Bagno di Romagna. Inizialmente si cammina sulla strada provinciale, poi il percorso si inoltra in bellissimi prati. Il tema del giorno è vacche e pascoli, fantastico.
I panorami di oggi sono veramente bellissimi. Raggiungo il Passo del Carnaio, poi mi inoltro in bei prati e boschetti. Davanti ad un agriturismo un cagnolone mi segue, pensavo sarebbe tornato indietro invece dopo oltre mezz’ora di cammino è ancora con me. Chiamo quindi l’agriturismo e rivengono a prenderlo. Dopo un po’ raggiungo Paganico e mi fermo a salutare i ragazzi della Fattoria dell’Autosufficienza, un posto che vi consiglio di visitare. Proseguo il cammino e dopo un’oretta circa arrivo all’Eremo di Corzano, un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Ci sono 3 persone che fanno le pulizie e un vecchietto mi fa da guida per circa un’oretta. Veramente interessante. Il signor Pietro detto Orlando, mi spiega tantissime cose, un incontro che auguro a tutti di fare, una miniera di sapere. Scendo dall’Eremo e mi dirigo verso Bagno di Romagna. Penso di essere arrivata e invece sono a San Piero in Bagno, mancano ancora 4 chilometri. Arrivo parecchio stanca, ma merita una bella visita. Volevo andare alle Terme ma è troppo tardi e ho tantissima fame. Alloggio presso l’hotel Il Tiglio e ceno nello stesso hotel. Anche qui tutti molto gentili e disponibili. 

4° giorno Bagno di Romagna – Chiusi La Verna
Km:
 23,3
Difficoltà: impegnativa (il dislivello maggiore è nei primi 7 km, quindi saranno abbastanza duri)
Dislivello: salita 1360 m discesa 700m
Strada: sterrato 92% – Asfalto: 8%

Questa è stata per me la tappa più impegnativa, ma più psicologicamente che fisicamente. Non so perché ma avevo paura di non farcela, di stancarmi troppo. Questa tappa fatela solo se siete ben allenati, perché è parecchio impegnativa, si sale molto di botta, nei primi 7 km si fanno quasi 800 mt di dislivello. Una buona idea può essere dividere la tappa e fermarsi al Rifugio del Lupo che si trova lungo il percorso. Io purtroppo l’ho trovato chiuso, quindi ho dovuto proseguire. La tappa è bellissima, si cammina tutto il giorno in un bosco di faggi e carpini. Si calpesta un’antica mulattiera lastricata ed è emozionante pensare a quanta gente ha fatto quella stessa strada nei secoli. Arrivare a la Verna è fantastico, un luogo che emana tantissima energia positiva, poi ti senti anche figo perché è un tappone bello impegnativo. Al santuario della Verna i pellegrini alloggiano in un dormitorio a loro dedicato e cenano tutti insieme, una bella esperienza. Con me c’è un gruppo di brasiliani e un pellegrino tedesco. Loro stanno facendo il Cammino di San Francesco. Passiamo una bella serata.

5° giorno Chiusi La Verna – Poggio d’Acona
Km:
 14
Difficoltà: facile
Dislivello: salita 250 mt discesa 800 m
Strada: sterrato 70% – Asfalto: 30%

Dopo la sfaticata del giorno prima ho bisogno di riposare, scelgo di dividere la tappa successiva in 2 giorni, per prenderla con calma. In questa tappa c’è tanta discesa, incontro un po’ di difficoltà perché ho un problema ad una caviglia. Anche oggi i paesaggi sono molto belli. Arrivo abbastanza presto a destinazione nella bellissima Fattoria del Trebbio, un agriturismo gestito da una simpatica famiglia. Mi portano a visitare gli animali e poi mi preparano un’ottima cenetta e il bambino ci tiene a dirmi che la trota l’aveva pescata lui. Tutto molto bello e rilassante, si sta benissimo e il paesaggio è stupendo.

6° giorno Poggio d’Acona – Subbiano
Km: 15
Difficoltà: media/facile
Dislivello: salita 350 m discesa 600 m
Strada: sterrato 65% – Asfalto: 35%

Saluto i ragazzi della Fattoria del Trebbio e riparto. Anche oggi faccio una tappa corta, ma con più dislivello. Doveva piovere tutto il giorno e invece niente! Passo vicino al bellissimo castello di Valenzano e poi attraverso dei piccoli borghi e dei bei boschi. Fino al fondovalle dell’Arno. Tutto bello anche oggi.

7° giorno Subbiano – Arezzo
Km:
 19,5
Difficoltà: facile
Dislivello: salita 180 m discesa 170 m
Strada: sterrato 60% Asfalto: 40%

Oggi ultima tappa, quasi tutta pianeggiante. Attraverso dei bei paesini e splendide campagne sempre attraverso stradine sterrate e sentierini. Ad un certo punto di fronte a me appaiono le mura e la cattedrale di Arezzo, una grandissima emozione! Arrivo ad Arezzo e trovo la festa dello street food nel grande parco cittadino. Dormo presso Hotel Aretino davanti Stazione,che consiglio a tutti, sia per la location che per il personale, accoglienti e gentilissimi. Faccio un bel giro per il centro storico che merita un’accurata visita. 

by Martina Facchin